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Orientamenti per la definizione di un sistema di incentivazione ai fini della riduzione dei costi di dispacciamento

Osservazioni di Elettricità Futura

Elettricità Futura ha trasmesso le proprie osservazioni sul DCO ARERA 325/2021/R/eel del 28 luglio 2021 in relazione all’oggetto in titolo.

L’Associazione  accoglie positivamente la consultazione in oggetto per la definizione dei criteri di un meccanismo incentivante output-based mirato alla riduzione dei costi del dispacciamento, della mancata produzione eolica e dell’essenzialità, e per l’evoluzione del meccanismo ex. Delibera 699/2018/R/eel già vigente.

In via preliminare, Elettricità Futura ribadisce l’importanza che l’obiettivo dell’efficientamento dell’attività di dispacciamento, e quindi la riduzione dei suoi costi sul sistema, dovrebbe poter essere raggiunto sia tramite gli interventi di sviluppo eseguiti da Terna, sia grazie agli sforzi degli operatori, prevedendo apposite procedure o meccanismi di mercato non discriminatori e trasparenti.

Relativamente al meccanismo proposto in consultazione, si evidenzia che uno strumento per l’assegnazione di premi/penalità basato esclusivamente sulla differenza, in positivo o negativo, del costo del dispacciamento tra due anni di riferimento presenti diverse criticità. La prima risiede nell’elevato livello di complessità della determinazione del valore del costo del dispacciamento, e di conseguenza del valore di performance. In secondo luogo, tenendo conto della coesistenza negli anni 2022-23 sia dello strumento oggetto di questo DCO, sia dello strumento ex. Delibera 699/2018/R/eel, un altro effetto indesiderato che potrebbe derivare dalla complessità di calcolo dei valori del costo di riferimento è quello del rischio di assegnazione di un doppio premio per Terna, o potenzialmente anche una doppia penalità. Analoga problematica si ravvisa con riferimento al meccanismo premiale per l’incremento della capacità di trasporto tra zone previsto ai sensi della delibera ARERA 698/2018/R/eel nel periodo 2019-2023. Per questa ragione è raccomandabile un avvio di nuovi eventuali meccanismi di incentivazione dal 2024.

Più in generale il modello proposto non verifica in modo completo l’efficienza del premio, ovvero non garantisce che l’insieme di costi sostenuti inclusivi del premio erogato siano inferiori al beneficio per gli utenti finali. Per questa ragione si propone di orientare eventuali meccanismi di incentivazione su interventi specifici riguardanti la realizzazione di attività diverse dall’ordinario sviluppo di rete e gestione del sistema cui è associabile un miglioramento della qualità ed una riduzione netta dei costi di sistema.  Il riferimento semplicistico ai costi rischia di inserire un incentivo avverso all’assunzioni di scelte a detrimento della sicurezza e qualità del servizio. In un’ottica di selettività si richiede quindi che anche per il nuovo strumento venga definito un apposito “perimetro” per delineare gli ambiti di intervento specifici in cui Terna dovrebbe intervenire per ridurre i costi del dispacciamento. In ogni caso le azioni incentivabili dovranno riguardare iniziative poste in essere successivamente all’avvio del meccanismo, evitando di remunerare attività già in fase di realizzazione o scelte già effettuate.

Elettricità Futura infine sottolinea come, in ogni eventualità, i premi/penalità debbano essere calcolati non solo sulla performance di riduzione dei costi di dispacciamento, MPE ed essenzialità, ma anche e soprattutto sui benefici netti per il sistema e i clienti finali.

Leggi il testo integrale delle osservazioni con i commenti di dettaglio.

Osservazioni generali

Accogliamo positivamente la presente consultazione per la definizione dei criteri di un meccanismo incentivante output-based mirato alla riduzione dei costi del dispacciamento, della mancata produzione eolica e dell’essenzialità, e per l’evoluzione del meccanismo ex. Delibera 699/2018/R/eel già vigente. Tema estremamente importante considerando che gli attuali costi per il dispacciamento, già caratterizzati da un trend crescente negli ultimi anni, potranno aumentare a causa della maggiore diffusione delle FRNP nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica al 2030.

Prima di entrare nel merito delle proposte sul meccanismo, ribadiamo un concetto già espresso in numerosi nostri posizionamenti passati. Riteniamo fondamentale che l’obiettivo dell’efficientamento dell’attività di dispacciamento, e quindi la riduzione dei suoi costi sul sistema, dovrebbe poter essere raggiunto sia tramite gli interventi di sviluppo eseguiti da Terna, che anche grazie agli sforzi degli operatori, prevedendo apposite procedure o meccanismi di mercato non discriminatori e trasparenti. I TSO, infatti, hanno il compito di facilitare la partecipazione degli operatori di mercato in condizioni di assoluta neutralità, senza sostituirsi totalmente ad essi. Il mercato e i suoi operatori, se messi nelle corrette condizioni di esprimersi, potrebbero supportare Terna nel raggiungimento dell’obiettivo di efficientare il dispacciamento, anche a condizioni più efficienti di una soluzione regolata.

Fermo restando che Terna dovrebbe gestire la rete e il sistema elettrico nel modo più sicuro ed efficiente possibile al meglio delle sue capacità e anche in assenza di meccanismi premiali, in generale riteniamo che l’introduzione di tali meccanismo può risultare utile per individuare e anticipare la realizzazione degli interventi prioritari per l’efficientamento dell’attività di dispacciamento.

Detto ciò, relativamente al meccanismo proposto in consultazione, evidenziamo che uno strumento per l’assegnazione di premi/penalità basato esclusivamente sulla differenza, in positivo o negativo, del costo del dispacciamento tra due anni di riferimento presenti diverse criticità. La prima risiede nell’elevato livello di complessità della determinazione del valore del costo del dispacciamento, e di conseguenza del valore di performance. In aggiunta ai parametri indicati nel paragrafo 4.2, l’analisi what-if per la determinazione del prezzo di riferimento dovrebbe tenere conto di ulteriori variabili relative alla struttura e all’evoluzione del mercato elettrico italiano, non citati nel documento (es. entrata in vigore XBID, effetti Piattaforma RR e nuove piattaforme MARI/PICASSO, messa a regime delle UVAM, servizi ancillari forniti dai DSO). A causa del grande numero di variabili da tenere in considerazione e le future evoluzioni del mercato, la probabilità che l’analisi what-if produca dei valori scorretti non è irrilevante.

In secondo luogo, tenendo conto della coesistenza negli anni 2022-23 sia dello strumento oggetto di questo DCO che dello strumento ex. Delibera 699/2018/R/eel, un altro effetto indesiderato che potrebbe derivare dalla complessità di calcolo dei valori del costo di riferimento è quello del rischio di assegnazione di un doppio premio per Terna, o potenzialmente anche una doppia penalità. Analoga problematica si ravvisa con riferimento al meccanismo premiale per l’incremento della capacità di trasporto tra zone previsto ai sensi della delibera ARERA 698/2018/R/eel nel periodo 2019-2023. Per questa ragione è raccomandabile un avvio di nuovi eventuali meccanismi di incentivazione dal 2024.

Più in generale, ribadendo una criticità già insita nella Delibera 698/2018/R/eel, il modello proposto non verifica in modo completo l’efficienza del premio, ovvero non garantisce che l’insieme di costi sostenuti (a valere non solo sul servizio di dispacciamento, ma anche di trasmissione) inclusivi del premio erogato siano inferiori al beneficio per gli utenti finali. La variabile obiettivo proposta da ARERA non consente quindi una verifica della sussistenza di un beneficio netto. Questa costatazione rafforza l’idea che un meccanismo output-based incentrato sui soli costi finali sia oggi difficilmente percorribile, richiedendo una revisione delle logiche di remunerazione che va oltre le finalità di questo DCO. Per questa ragione, come indicato nello spunto S1 si propone di orientare eventuali meccanismi di incentivazione su interventi specifici riguardanti la realizzazione di specifiche attività diverse dall’ordinario sviluppo di rete e gestione del sistema cui è associabile un miglioramento della qualità ed una riduzione netta dei costi di sistema (sotto questo profilo il meccanismo riprenderebbe l’approccio ex. Delibera 699/18).  Il riferimento semplicistico ai costi rischia di inserire un incentivo avverso all’assunzioni di scelte a detrimento della sicurezza e qualità del servizio.

In un’ottica di selettività chiediamo quindi che anche per il nuovo strumento venga definito un apposito “perimetro” per delineare gli ambiti di intervento specifici in cui Terna dovrebbe intervenire per ridurre i costi del dispacciamento. Il perimetro degli interventi incentivabili potrebbe essere suddiviso in 3 macroaree: interventi sulla rete gestiti direttamente dal TSO, interventi di efficienza gestionale, interventi basati sull’offerta di nuovi servizi per rendere il dispacciamento più efficiente. Ricollegandoci a quanto espresso in precedenza, sarebbe auspicabile dare maggiore enfasi alla terza area di interventi, l’offerta di nuovi servizi, in quanto consentirebbe anche agli operatori di mercato di partecipare a fianco di Terna per raggiungere l’obiettivo di ridurre i costi del dispacciamento.

In ogni caso le azioni incentivabili dovranno riguardare iniziative poste in essere successivamente all’avvio del meccanismo, evitando di remunerare attività già in fase di realizzazione o scelte già effettuate. Per questa ragione, nell’ipotesi di avvio del meccanismo nel 2022, ad esempio non sarebbe corretto includere il costo dell’essenzialità dell’anno 2022 tra gli obiettivi dal momento che esso è frutto di decisioni assunte nel 2021.

Da ultimo sottolineiamo che, in ogni eventualità, i premi/penalità dovranno essere calcolati non solo sulla performance di riduzione dei costi di dispacciamento, MPE ed essenzialità, ma anche e soprattutto sui benefici netti per il sistema e i clienti finali.

Osservazioni di dettaglio

S.1 Quali ulteriori elementi potrebbero essere considerati al fine di delineare il nuovo meccanismo di incentivazione di Terna? Perché?

Come espresso in premessa sarebbe opportuno ripensare le logiche di misurazione del risultato da una logica output-based “pura” ad una verifica di obiettivi misurabili specifici, condizionando eventuali premi alla realizzazione di azioni specifiche che valorizzino il più possibile in contributo del mercato.

Un esempio riguarda il fenomeno della MPE. Il meccanismo proposto, infatti, non tiene conto della totalità delle perdite in cui i soggetti titolari di impianti eolici potranno incorrere a seguito degli interventi di curtailment di Terna. Perdite che non vengono considerate nel calcolo della MPE, dato che si tiene conto solamente di una parte dei mancati ricavi che i titolari di impianti eolici incentivati devono sostenere. L’operazione di curtailment dell’energia rinnovabile dovrebbe essere eseguita con la minore frequenza possibile e soltanto nelle situazioni in cui, visti le condizioni locali critiche della rete o il rischio per la sicurezza del sistema, la rendono l’unica azione percorribile. In generale, inoltre, andrebbero definiti dei criteri che migliorino la trasparenza sulle motivazioni che portano Terna a ricorrere al curtailment.

Relativamente allo strumento, è opportuno che abbia come obiettivo la riduzione non solo dei costi della MPE, ma anche dei relativi volumi. Questo obiettivo specifico, risultando meglio quantificabile e misurabile rispetto a una mera verifica della riduzione dei costi della MPE, è un possibile esempio di “intervento specifico” da includere all’interno del perimetro dello strumento incentivante.

Un ulteriore importante esempio di iniziativa che potrebbe ricadere, in continuità con l’attuale meccanismo ex Delibera 698/2018/R/eel nel perimetro di incentivazione è la contrattualizzazione a termine di risorse di regolazione di tensione messe a disposizione dagli operatori di mercato. L’approccio è estendibile in generale a quelle risorse di fornitura diverse dal tradizionale sviluppo di rete o i servizi innovativi in grado di contribuire alla riduzione dei costi.

Infine, con riguardo alla definizione dei livelli di riferimento (costo di riferimento o altro) sarebbe opportuno che la metodologia di definizione degli stessi sia definita direttamente da parte di ARERA, eventualmente avvalendosi del contributo di un soggetto terzo, anziché demandata al TSO.

S.2 Quali ulteriori elementi di dettaglio potrebbero essere meritevoli di approfondimenti? Perché?

S.3 Si ritiene che i valori percentuali qui riportati siano adeguati per le finalità che si intende raggiungere? Se no, si chiede di riportare le motivazioni nonché gli elementi di supporto alla risposta.

S2. Nessuna osservazione

S3. Condividiamo la proposta di fissare la percentuale delle penalità diversa da quella dei premi al fine di dare a Terna un incentivo maggiore a raggiungere l’obiettivo di riduzione dei costi di dispacciamento e ripagare il rischio derivante dall’esposizione dei costi degli interventi di sviluppo. Pur non desiderando una completa simmetricità tra i due valori, le percentuali proposte dovrebbero però essere più simili tra loro, in particolare prevedendo un aumento della percentuale per le penalità. Prevedere un premio considerevolmente più elevato rispetto alle penalità potrebbe portare a interventi sbilanciati nel rapporto tra efficienza nella riduzione dei costi e qualità del servizio di trasmissione, a sfavore del secondo, con conseguenti effetti negativi sulla sicurezza del sistema. È altrettanto importante che il meccanismo preveda un cap al premio assegnabile alla fine del periodo di riferimento.

La combinazione di queste due misure, minore asimmetricità tra percentuali di premio/penalità e presenza di un cap, contribuirebbe a garantire una migliore efficacia dello strumento e quindi a un maggiore bilanciamento tra riduzione dei costi di dispacciamento e livello di sicurezza del sistema.

Per garantire maggiore trasparenza possibile sul processo di definizione dei criteri di funzionamento dello strumento incentivante, sarebbe utile che ARERA metta a disposizione l’analisi effettuata che ha portato alla quantificazione dei valori percentuali di 15/5% per premio e penalità.

S.4 Quali ulteriori accorgimenti potrebbero essere utilizzati per promuovere anche lo svolgimento delle attività che potrebbero assumere rilievo prospettico, in anni successivi al 2024? Perché?

Nessuna osservazione in merito.

S.5 Si condivide il percorso ipotizzato per l’implementazione del nuovo strumento di incentivazione? Quali ulteriori elementi potrebbero assumere rilievo ai fini della trasparenza?

Sempre al fine di garantire la maggior trasparenza possibile, nella relazione prevista al punto 4.3 del DCO secondo bullet point, riteniamo opportuno che Terna, illustrando le attività pianificate per l’ottimizzazione dei modelli di dispacciamento e l’introduzione della nuova modalità di gestione delle risorse, dettagli sia i servizi e gli interventi di sviluppo che intende realizzare per efficientare il dispacciamento, che un’analisi prospettica sull’evoluzione dei costi di dispacciamento per gli anni a venire.

Da ultimo, vista la particolare rilevanza del tema, chiediamo che a valle dei DCO e comunque con cadenza periodica per ogni anno di funzionamento del meccanismo di incentivazione, si tengano dei workshop in cui illustrare agli operatori la tipologia e lo stato di avanzamento degli interventi avviati/pianificati per la riduzione dei costi di dispacciamento e consentire un confronto con ARERA e operatori per valutare eventuali interventi migliorativi.

 

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