RENDITA CATASTALE

Come si calcola la rendita catastale di un impianto eolico?  

Con Circolare n. 14 del 22 Novembre 2007, l'Agenzia del Territorio ha stabilito che l'impianto eolico, in quanto destinato alla produzione di energia, è identificabile ai fini catastali come opificio, sicché allo stesso deve essere attribuita la categoria D/1. Ciò comporta che agli impianti eolici debbano essere applicati gli stessi principi di accatastamento riferiti alle centrali elettriche e agli impianti di produzione di energia in genere. A questo proposito bisogna ricordare che la Corte Costituzionale ha ribadito nella sentenza n. 162 del 7 maggio 2008 che per tutti gli immobili (comprese quindi le centrali elettriche) vale il principio secondo il quale «gli elementi costitutivi degli opifici […] anche se fisicamente non incorporati al suolo» concorrono alla determinazione della rendita catastale. In altre parole, tutti gli elementi costitutivi dell'impianto (ivi inclusi quelli "mobili") devono essere menzionati nell'accatastamento. L'Agenzia del Territorio è, inoltre, intervenuta con la circolare n. 6/2012 precisando che la stima catastale dell'impianto è pari al prodotto tra il valore nominale ed il saggio di fruttuosità. Si segnalano, infine, le tre sentenze della Corte di Cassazione (nn. 4.028, 4.029 e 4.030 del 14 marzo 2012 mediante cui si stabilisce per l’appunto la soggezione dei parchi eolici a ICI/IMU, assimilandoli alle centrale idroelettriche, pacificamente accatastate come opifici.

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