MODIFICHE PRODUZIONE INCENTIVATA

E’ possibile apportare delle modifiche impiantistiche, senza richiedere alcun incentivo sull’eventuale maggiore produzione di energia rinnovabile?

Il GSE sottolinea la necessità che il Soggetto Responsabile gli comunichi preliminarmente qualsiasi modifica dell’assetto impiantistico all’indirizzo di posta elettronica gestione.esercizioferelettriche@gse.it; il GSE procederà, pertanto, a valutare gli effetti sugli incentivi erogati attraverso un procedimento istruttorio specifico. Ciò consentirebbe, tra l’altro, al GSE di assumere maggiore esperienza e consapevolezza degli interventi realizzati. Si ricordano, al proposito, le disposizioni di cui al DM 24 dicembre 2014 (c.d. DM Tariffe) evidenziando che, in generale, saranno applicati dei corrispettivi per ogni attività che comporti l’apertura di un procedimento amministrativo e la realizzazione di un’istruttoria specifica. In ogni caso, le modalità di applicazione delle suddette disposizioni saranno descritte nelle procedure applicative specifiche di ogni meccanismo di incentivazione, attualmente in fase di aggiornamento.

Nelle more di un intervento preciso del MiSE, l’approccio che il GSE intende adottare è tale per cui se l’energia elettrica prodotta a seguito dell’intervento di potenziamento è misurabile (es: installazione misuratore di produzione dedicato al gruppo di generazione aggiuntivo teleleggibile da parte del gestore di rete competente), il GSE procede all’erogazione degli incentivi rispetto all’energia prodotta dall’impianto al netto di quella relativa alla sezione aggiuntiva; altrimenti, se non è misurabile (es: potenziamento per sostituzione di un gruppo di generazione), il GSE procede ad una stima della produzione incentivabile a seguito dell’intervento di potenziamento (calcolata a partire dai dati di produzione storici dell’impianto prima dell’intervento). Si è fatto presente che, nel caso degli impianti incentivati ai sensi del D.M. 18 dicembre 2008 (c.d. qualifica IAFR) incentivati mediante Tariffa fissa Omnicomprensiva, il superamento del limite di 1 MW, mediante la realizzazione di un intervento di potenziamento, comporta la decadenza dal diritto a percepire il summenzionato incentivo (l’impianto potrebbe comunque essere incentivato mediante il meccanismo dei Certificati Verdi). Nel caso degli impianti incentivati ai sensi del D.M. 6 luglio 2012, tali casistiche meritano di essere opportunamente analizzate, in considerazione del fatto che i limiti di potenza degli impianti costituiscono elementi discriminanti fondamentali sia perché concorrono alla definizione delle modalità di accesso agli incentivi (accesso diretto, registri o aste), sia perché costituiscono specifici criteri di priorità.

Di seguito, a titolo d’esempio, alcune casistiche possibili:

Biogas da digestione anaerobica di biomasse.

Qualora un surplus di biogas consentisse l’installazione di un gruppo di generazione aggiuntivo rispetto a quelli preesistenti, già qualificati ed incentivati, collocato all’interno del medesimo polo industriale e destinato unicamente a supportarne i consumi, senza richiesta di incentivazione di tale energia, si chiede a GSE conferma del fatto che è sufficiente che il produttore invii segnalazione di variazione (non sostanziale) dell’impianto/i incentivato/i.

Biogas da digestione anaerobica di biomasse - per interventi di questo tipo, il GSE invita gli operatori a richiedere una valutazione preventiva/a progetto dell’intervento, in considerazione di quanto sopra evidenziato nonché della specificità e numerosità degli interventi possibili e non delineabili puntualmente.

Biogas da discarica

Nei casi in cui il biogas prodotto dai rifiuti sia eccedente rispetto alla potenza elettrica installata (casistica frequente nel naturale processo di degradazione dei rifiuti conferiti), l’Associazione ha più volte segnalato che l’intervento di potenziamento dell’impianto di produzione di energia diventa una necessità non solo tecnica ma anche economica. Infatti, obblighi di legge ed esigenze di sicurezza e tutela della salute pubblica impongono la captazione di tutto il biogas (anche quello in eccedenza rispetto alla quantità valorizzabile in energia che andrebbe bruciato in torcia), con evidente aggravio di costi di infrastruttura e gestione che l’impresa è tenuta a sostenere comunque anche senza produzione di energia elettrica. Si chiede se il GSE, anche in analogia a quanto chiarito per gli impianti fotovoltaici, abbia assunto determinazioni in merito. 3

Gas da discarica – il caso specifico deve essere valutato opportunamente mediante un procedimento istruttoria al fine di verificare se possa essere considerato o meno come un intervento di potenziamento non incentivato. Si rappresenta, comunque, la possibilità di accedere, eventualmente agli incentivi spettanti per gli interventi di potenziamento. Per entrambi i casi si rappresenta, comunque, la possibilità di accedere, eventualmente, agli incentivi spettanti per gli interventi di potenziamento.

Potenziamento di impianti idroelettrici

In caso di incremento di potenza di impianti idroelettrici mediante installazione di un secondo gruppo di produzione (non incentivato) a fianco di un gruppo preesistente che gode di Certificati Verdi, si chiede al GSE di valutare le seguenti possibili soluzioni per la corretta contabilizzazione dell’energia prodotta dai due distinti gruppi (identificati in GAUDI con 2 sezioni) senza compromettere l’accesso all’incentivo dell’originario impianto: - utilizzare la dichiarazione di consumo annuale presentata all’Agenzia delle Dogane da cui emerge la quantità di energia prodotta dal singolo gruppo. - nell’ipotesi in cui i gruppi siano dotati di misuratori tele-leggibili, richiedere al distributore, come già previsto per gli impianti incentivati dal DM 6/7/2012, il servizio di misura dell’energia prodotta da entrambi i gruppi.

Potenziamento di impianti idroelettrici – anche in questo caso per poter escludere effetti sull’incentivazione dell’impianto originario è necessaria una valutazione preventiva. Ciò premesso, e qualora ricorrano le condizioni, per la corretta quantificazione dell’energia incentivata, è preferibile la contabilizzazione dell’energia prodotta da ciascun gruppo tramite distinti misuratori teleleggibili dal gestore di rete competente.

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