Comunicato n. 02/2012

COMUNICATO STAMPA N. 02/2012
CANONI DEMANIALI: LE REGIONI INSISTONO CON SPROPOSITATI AUMENTI GIÀ BOCCIATI DALLA CASSAZIONE

Milano, 27 gennaio 2010 – Nonostante la sentenza della Corte di Cassazione n. 15144 del 21 giugno 2011 affermi che gli aumenti dei canoni demaniali di concessione ad uso dell’acqua pubblica debbano essere ragionevoli, le amministrazioni regionali continuano ad aumentare a dismisura l’importo di tali canoni.
La regione Abruzzo ha disposto un aumento da 14,40 €/kW nel 2011 a 35 €/kW nel 2012 (oltre il 140%!) per le “grandi derivazioni”. Per la stessa tipologia di impianti, il canone lombardo si raddoppia passando dai 14,68 €/kW del 2011 ai 30 €/kW nel 2012.
L’aumento sproporzionato dei canoni, oltre a essere penalizzante per il futuro delle imprese idroelettriche, è da considerarsi illecito in quanto non tiene conto di quanto sancito dalla Corte di Cassazione.
Lombardia e Abruzzo sono solo gli ultimi esempi in ordine di tempo: prima di loro Basilicata, Veneto, Molise e Piemonte. Capofila è stata la regione Basilicata che già nel 2003 sancì un aumento del canone da 12,02 €/kW a 34 €/kW; ed è proprio su questa vicenda che si è espressa la Corte di Cassazione, definendo tale aumento un’ “innegabile violazione del canone di ragionevolezza” (art. 3 della Costituzione) che si risolve in un “vizio di eccesso di potere, imputabile, (…) alla P.A.”.
Quello che più colpisce di questa vicenda è la noncuranza e lo sprezzo con cui le amministrazioni continuano a compiere atti simili a quello già condannato, senza preoccuparsi di penalizzare le imprese coinvolte e di affrontare contenziosi il cui esito è già scontato.
APER per quanto sopra è a fianco dei propri associati, in nome della legalità, nei ricorsi contro tali disposizioni, nella speranza che in futuro, a seguito di una così chiara pronuncia della Corte di Cassazione, la pubblica amministrazione assuma un atteggiamento più coerente.

Fondata nel 1987, APER (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili) riunisce e rappresenta i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili per tutelarne i diritti e promuoverne gli interessi a livello nazionale ed internazionale. E’ la prima associazione italiana in quanto a rappresentatività e una delle maggiori a livello europeo per numero di associati e potenza installata. Attualmente conta oltre 480 iscritti, più di 1.150 impianti per un totale di oltre di 8.000 MW di potenza elettrica installata che utilizza il soffio del vento, la forza dell’acqua, i raggi del sole e la vitalità della natura per produrre circa 25 miliardi di kWh all’anno a cui corrisponde una riduzione di emissioni di Co2 di oltre 18 milioni di tonnellate annue.


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