Mappa degli impianti a bioenergie in Italia

A cura di Tommaso Barbetti e Cosetta Viganò - APER
Edizione settembre 2009
dimensioni mm1000x1150
Costo:  euro 40+iva
Potrete acquistare la mappa facendone richiesta a  segreteria@aper.it


Il settore delle bioenergie si presenta agli occhi di chi voglia comprendere l’effettiva diffusione e sviluppo di questa fonte come un comparto particolarmente complesso da analizzare.

Tali complessità risiedono in buona parte nelle caratteristiche intrinseche nella definizione (o per meglio dire, nelle definizioni) di biomassa: si tratta di un concetto che assume sfumature diversificate a seconda del contesto in cui le si analizzi (normativa relativa all’autorizzazione, regolazione dell’accesso agli incentivi, trattamento fiscale, ecc.), elemento questo che ha reso più difficile tracciare una netta linea di demarcazione della fonte, tramite cui ad esempio, sia possibile distinguere inequivocabilmente ciò che effettivamente è biomassa da ciò che è rifiuto. Tale mancanza di condivisione di un criterio universalmente condiviso di individuazione della biomassa, si è riflessa inevitabilmente sui tentativi dimappatura degli impianti sinora effettuati, che già a loro volta risentono dell’assenza della disponibilità di un set di dati integrati da cui estrapolare le informazioni necessarie.

Proprio da tali presupposti prende le mosse lo “Studio sulla diffusione degli impianti a bioenergie per la produzione elettrica in Italia” realizzato da APER, che, raccogliendo tutte le informazioni disponibili da Amministrazioni Pubbliche, Istituzioni del Settore Elettrico, Associazioni di Settori, Operatori e Stampa, ha effettuato una ricognizione sull’installato nel territorio italiano, appellandosi, nella scelta degli impianti da inserire, alle definizioni di biomassa e biogas date nella direttiva 2001/77/CE e successivamente riprese dal decreto legislativo n.387 del 2003.


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