I criteri di sostenibilità dei bioliquidi

Paper Centro Studi APER - REEF
A cura di Cosetta Viganò
Edizione: luglio 2011
Costo: gratuito


La Commissione Europea ha da poco dato il via libera ai sistemi di certificazione dei biocombustibili, in linea con le norme di sostenibilità introdotte dalla Direttiva 28/2009/EC. Tuttavia gli schemi approvati e validi in tutta Europa non hanno ancora trovato applicazione a livello nazionale, nonostante siano un presupposto fondamentale per mantenere il diritto agli incentivi per la generazione di elettricità da bioliquidi, già a partire dal 2012.
I biocarburanti ed i bioliquidi utilizzati all’interno dell’UE, di produzione locale o importati, dovranno, al fine di essere computati nell’ambito degli obiettivi nazionali vincolanti in materia di energie rinnovabili, soddisfare precisi criteri di sostenibilità; sono quindi esclusi quelli prodotti in aree contraddistinte da un’elevata biodiversità e/o di stock di carbonio.
Al contrario delle esperienze rilevate in altri Paesi europei, il quadro di riferimento italiano risulta ad oggi ancora confuso ed incompleto. APER auspica che il recepimento dei criteri di sostenibilità da parte del nostro Paese avvenga nel più breve tempo possibile, in modo da non pregiudicare l’opportunità di centrare gli obiettivi comunitari vincolanti al 2020. Sono infatti evidenti le notevoli problematiche determinate dall’attuale assenza di precise indicazioni normative, non soltanto sui nuovi investimenti, ma anche sugli impianti esistenti ed entrati in esercizio prima dell’entrata in vigore della Direttiva 28/2009/EC.
Il working paper offre un valido supporto ai decisori istituzionali affinché, entro quest’anno, introducano la necessaria normativa anche nel nostro Paese evitando così di penalizzare questo importante settore produttivo.


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