Spalma Incentivi FV


Il problema

La misura approvata dal Mise, attraverso una variazione unilaterale dei contratti in essere tra Stato e imprese, ha ridotto ulteriormente e ingiustificatamente la profittabilità degli impianti fotovoltaici.

 

Le principali criticità:

L’Associazione con rammarico ha appreso che la Corte Costituzionale ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale della misura spalma incentivi. Stupisce, tuttavia, constatare come una riduzione retroattiva degli incentivi possa essere stato considerato un provvedimento non lesivo di diritti costituzionalmente garantiti, quali la tutela del legittimo affidamento e la libertà di impresa. La stessa Commissione Europea, peraltro - nell’ambito dei lavori preparatori alla prossima Direttiva Rinnovabili - condanna fermamente l’adozione di misure retroattive da parte degli Stati Membri, quale strumento di incertezza e fonte di danno per gli operatori. La non retroattività delle misure e la stabilità sul lungo termine dei meccanismi di supporto sono, infatti, considerati principi cardini imprescindibili.
Nel frattempo, gli investitori, che hanno fatto affidamento su contratti certi firmati con un’azienda dello Stato Italiano (GSE), hanno congelato tutti i progetti di sviluppo in Italia. L
a stragrande maggioranza degli operatori è prossima al fallimento, con seri impatti occupazionali e gravi impatti anche sul sistema bancario.
Da ultimo, l
o Stato ha perso importanti entrate fiscali per un valore pari a oltre 600 milioni di euro.


La soluzione assoRinnovabili:

Nei giudizi già pendenti avanti al TAR del Lazio e al Tribunale Civile di Roma, assoRinnovabili insisterà per l’accoglimento dell’istanza (già formulata con gli atti introduttivi dei giudizi) per il  rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea affinché si pronunci sulla compatibilità della norma c.d. “spalma incentivi” con il diritto europeo.

assoRinnovabili, inoltre, promuoverà un’azione avanti alla Corte dei Diritti dell’Uomo. L’azione sarà fondata sia sulla violazione del diritto alla tutela della proprietà (art. 1, Prot. 1 Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo - CEDU) che sulla illegittima e sproporzionata ingerenza del Governo nell’esercizio dell’attività imprenditoriale e sul pregiudizio alla garanzia a un ambiente salubre (art. 8 CEDU), minacciata dalla prevedibile riduzione della produzione di energia solare, dovuta alla contrazione dell’attività di manutenzione sugli impianti, e, nei casi più gravi, alla dismissione degli stessi, per irreparabili crisi finanziarie degli operatori.

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DI CHI E' LA COMPETENZA PER RISOLVERE IL PROBLEMA?

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

 

 

 

 

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