Milleproroghe: autoproduzione sotto scacco


Il problema

Cattive notizie per chi ha investito nell’autoproduzione di energia elettrica pulita. Con la pubblicazione del Milleproroghe (Legge 21/2106 del 26 febbraio 2016), tutti gli utenti non domestici si troveranno a pagare in bolletta gli oneri di sistema - secondo valori ancora non definiti - distribuiti tra componenti fisse e componenti variabili e non più facendo prevalere le componenti variabili in base all’energia elettrica prelevata.
Significa che prelevare tanta o poca energia dalla rete non farà più differenza, perché comunque i costi da sostenere non saranno più proporzionati ai consumi. Una mossa senza senso: anziché premiare le imprese che investono in impianti in autoconsumo ed efficienza energetica, il Governo le punisce!

Le criticità principali:

  1. l'approvazione di questo decreto privilegia - in maniera anacronistica - la produzione centralizzata di energia da fonte fossile a discapito della generazione distribuita da fonti rinnovabili, con impatti considerevoli sugli impianti esistenti e sul futuro.
  2. questa possibile novità rappresenta l’ennesimo provvedimento retroattivo e fuori contesto: il decreto si dovrebbe occupare infatti di ben altre e più urgenti materie, confermando una strategia energetica miope per il nostro Paese.
  3. condanna l’Italia ad essere sempre più inquinata, anziché più pulita.

La soluzione assoRinnovabili:

Abbiamo chiesto che l’articolo 3, comma 2, lettera b della Legge 21/2106 del 26 febbraio 2016 venga rimeditato.

DI CHI E' LA COMPETENZA PER RISOLVERE IL PROBLEMA?

Parlamento

 

 

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