Convenzione GRIN


Il problema

Sul sito internet del GSE è disponibile il nuovo schema di convenzione per il riconoscimento degli incentivi di cui all’articolo 19 del DM 6 luglio 2012. 

Le criticità principali:

in generale, l’eccessivo sbilanciamento dell’assetto degli interessi a favore del GSE, nonostante la convenzione abbia natura di contratto di diritto privato;

  1. la risoluzione di diritto della convenzione in numerose ipotesi tra cui quella in cui, a seguito di verifiche, controlli e sopralluoghi, il GSE accerti inadempimenti minori;
  2. la facoltà per il GSE di modificare unilateralmente la convenzione;
  3. l’eccessiva rigidità della disciplina della cessione del credito (che di fatto rende non più finanziabili i progetti) realizzabile solamente mediante standard del GSE (e attraverso atto pubblico o privato autenticato da Notaio, con aggravio di costi). Inoltre l’accettazione della cessione dei crediti da parte del GSE è subordinata (tra le altre) alla condizione che i crediti siano ceduti ad un unico cessionario. Ciò potrebbe escludere la possibilità di cedere il credito a un pool di banche, come oggi pacificamente avviene;
  4. l’eccessiva dilatazione dei tempi di pagamento dell’incentivo rispetto al momento della produzione;
  5. l’obbligo in capo al produttore di fornire al GSE “ogni documentazione relativa all’impianto di cui alla presente Convenzione, alle sue caratteristiche ed alle operazioni di manutenzione e verifica effettuate”;
  6. l’indeterminatezza della previsione, unita alla circostanza che spesso parte della documentazione relativa all’impianto non sempre è nella disponibilità del soggetto responsabile (soprattutto laddove sia acquirente dell’impianto originario), preoccupano gli operatori circa le conseguenze del mancato rispetto dell’obbligo;
  7. l’obbligo in capo al produttore di comunicare eventuali fermate d’impianto disposte dal gestore di rete (a cui corrisponderebbe l’estensione del periodo incentivato), entro il termine massimo un anno dall’evento e in ogni caso entro sei mesi dalla scadenza della Convenzione. Tale obbligo aggrava gli adempimenti del produttore perché:
    • fino a oggi non vi è mai stato un obbligo di comunicazione e il calcolo dell’effettivo periodo incentivato è rinviato alla fine del periodo stesso senza adempimenti a carico del produttore;
    • il termine di 6 mesi dalla data di fine della Convenzione impedirebbe di tenere in considerazione le eventuali altre fermate verificatesi durante l’ultimo semestre.


La soluzione assoRinnovabili:

L’Associazione ha proposto il ricorso al TAR del Lazio contro la convenzione GRIN. Siamo in attesa della fissazione dell'udienza di merito.


DI CHI E' LA COMPETENZA PER RISOLVERE IL PROBLEMA?

Tribunale Amministrativo Regionale Lazio - Roma

 

 

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