Artato Frazionamento


Il problema

L’articolo 29 del DM 23 giugno 2016 (il “nuovo” decreto incentivante per le FER diverse dal FV):

- al comma 1 introduce un divieto, ovverosia, l’”artato frazionamento” della potenza degli impianti e una presunzione della violazione di tale divieto, cioè, l’unicità del nodo di raccolta (stazione MT/AT, cabina o linea MT) dell’energia prodotta da impianti riconducibili a un medesimo soggetto;

- al comma 2 estende l’ambito di applicazione del divieto (i) retroattivamente (quindi anche agli impianti già installati), e (ii) a tutti gli impianti a fonti rinnovabili (nonostante il decreto si occupi di disciplinare l’incentivazione delle FER non fotovoltaiche);

- al comma 3 introduce: (i) una diversa fattispecie di impianto “unico” (quello risultante dalla somma delle potenze di impianti riconducibili a un unico soggetto e che condividono il nodo di raccolta); (ii) la grave sanzione della decadenza dagli incentivi per l’ipotesi in cui l’”artato frazionamento” abbia comportato la violazione delle norme per l’accesso agli incentivi medesimi.

Le principali criticità:

L’articolo 29 contrasta con il principio di legalità perché assoggetta gli operatori alla sanzione della decadenza dagli incentivi in forza di una norma (peraltro, di rango secondario, trattandosi di decreto ministeriale), entrata in vigore dopo aver commesso la violazione. Inoltre, si applica anche a tutti gli impianti pur essendo contenuta in un decreto che disciplina l’incentivazione delle sole FER diverse dal FV. La norma poi, è irragionevole perchè configurazioni elettriche comuni a più impianti (ad esempio, i nodi di raccolta) sono, di prassi, imposte dal Gestore di rete il quale predispone soluzioni di connessione condivise tra i produttori al fine di ottimizzare le risorse di rete. Tali soluzioni condivise sono normalmente auspicate anche dalle Amministrazioni autorizzanti, per il loro minore impatto sul territorio (ambientale e paesaggistico). La disposizione, infine, è incoerente rispetto a un preciso chiarimento fornito, sul tema, dal Ministero dello Sviluppo Economico che ha recentemente chiarito che più impianti che condividono le opere di connessione alla rete (“elementi passivi del sistema di produzione di energia”) possono essere considerati, ai fini dell’incentivo, come impianti distinti e non funzionalmente interconnessi.


La soluzione assoRinnovabili:

assoRinnovabili ha proposto ricorso al TAR del Lazio, chiedendo l’annullamento dell’articolo 29 del DM 23 giugno 2016.
Siamo in attesa della fissazione dell’udienza di merito.


DI CHI E' LA COMPETENZA PER RISOLVERE IL PROBLEMA?

TAR del Lazio o dei Ministeri competenti per la modifica della norma in pendenza del ricorso

 

 

 

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